“NON E’ TUTTO CURVY QUELLO CHE E’ TONDO” (#plusprideitalia)

Ormai è diventato di uso comune sostituire l’aggettivo grassa con uno più “politically correct”: CURVY. Ma siamo proprio sicuri di usare correttamente questo termine? Bhe la risposta è NO. Eh si mie care, il termine curvy è fin troppo abusato, è abusato quando viene attribuito alla vincitrice di Miss Italia 2014 (solo perchè ha 1 cm di pelle in più alle altre) ed è abusato quando viene attribuito a la neomodella Tess Muster. Il termine “curvy” nasce in contrapposizione ad una tendenza, in voga ormai da tempo, che vede come ideale di bellezza un corpo femminile sempre più esile, sottile e filiforme. Con “curvy” invece viene inteso un corpo che di forme ne ha e come, il termine non definisce una serie di taglie  bensì una forma “anzi le forme”, il corpo di una donna curvy, infatti può rientrare in una 42 ma presentare forme generose nei punti più femminili del corpo (Per intenderci un corpo curvy è come quello di Monica Bellucci o Scarlett Johansson ). La donna curvy quindi può essere una 42 come una 48 a differenza della donna Plus invece, che è conforme ad un altro tipo di fisico. Convenzionalmente le donne “PLUS size” sono quelle che rientrano nelle taglie che vanno dallo 50 a seguire ( esempi di corpi plus sono le attrici Melissa McCarthy e Queen Latifah). Altra differenza tra il mondo curvy e quello plus è l’impatto che hanno avuto verso l’esterno, infatti mentre si parla ormai ovunque della rivincita delle curvy e dei traguardi che le donne curvy stanno realizzando, meno esposto è il mondo Plus che, e parlo del contesto italiano, vive di riflesso a quello curvy. Immagini di donne plus e articoli concentrai su questo tipo di donne sono veramente molto rari, un po’ d’attenzione è stata catturata proprio da colei che è diventata l’icona delle donne plus, la nostra Tess Munster. Inoltre, si parla molto di curvypride, e diverse sono le attenzioni poste a questo “orgoglio”, e finalmente queste donne stanno riconquistando la loro identità. Con l’augurio che la stessa attenzione venga riservata anche a noi donne Plus nello specifico, ho pensato di creare un hashtag, #PLUSPRIDEITALIA , cominciando ad evidenziare,almeno nel web, il nostro mondo. Invito così tutti voi (uomini e donne) ad utilizzarlo per post articoli o altro che ci riguarda con la speranza che nasca una rete sempre più forte. Concludo però con una riflessione, dividere i corpi per gruppo di taglie è forme lo trovo abbastanza denigrante lo so, però questo serve a dare inizio ad una “forma d’identità” utile a far creare nelle singole donne una maggiore consapevolezza di se e della loro affermazione. E’ così inizia la rivoluzione, una rivoluzione che comincia con la rivendicazione di altri tipi e  forme di corpi, per poi arrivare in fine a non dover più distinguere magro, curvy, grasso o plus ma parlare semplicemente di donne!

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