IL DISEGNO COME UNO SPECCHIO “QUELLO CHE NON TI ASPETTI DA UNA MATITA”

Un grande creativo che ha creato un blog dove attraverso vignette, fumetti, disegni e la sua matita disegna le storie che gli sono intorno, le personalità, i ricordi e le persone diventano indelebili nei suoi lavori!
Ho avuto l’onore di essere il primo disegno del suo blog, mi ha ritratta come una “pin up” pur non conoscendo il mio recondito desiderio di esserlo, forse la matita mi ha levato qualche kg, ma in fondo ha colto il mio essere Vamp in pieno!

La storia che porta con se questo disegno è proprio quelle che racchiude The plus side​, ed ecco quello che scrive Italo (l’autore del blog e del disegno) del blog : “In questo blog si guarda a una donna che non ha bisogno di rientrare nelle forme decise e regolamentate dalla società e dal pensiero comune. Così ho deciso di giocare un po’ e calare la mia prima committente in panni da pin-up, panni che forse non vorrà indossare mai… ma è proprio questa la bellezza del disegno e l’intento del questo blog: realizzare l’impossibile. ”

Vi raccomando visitate il blog NE VALE TANTO LA PENA ❤ COMPLIMENTI ITALO ^_^

http://sognidigrafite.altervista.org/la-prima-richiesta/

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EVA CONTRO EVA

Nel giardino dell’eden Eva veniva stigmata a causa di una mela, la Eva dei giorni nostri invece lo è dai media a dalla moda. Purtroppo mentre nel racconto biblico, la donna non soccombe agli “ordini” divini, oggi invece cede spesso alle regole della moda imposta!

Si è ampiamente parlato in questo blog dei canoni di bellezza e della volontà di sovvertire queste regole, ma a quanto pare il serpente che insinuava in Eva l’input del peccato è strisciato fino ai tempi moderni per creare un altro conflitto, questa volta tra EVA ed EVA!

E bene si, perchè la nuova tendenza che spopola nei mezzi di comunicazione è questo conflitto tra PLUS SIZE E SUPER SKINNY.

Così mentre modelle over size fanno il loro ingresso in passerella, per le veterane skinny la strada diventa in salita. Emblematico è il caso francese dove Il deputato Olivier Véran ha proposto una legge per vietare alle modelle troppo magre di sfilare in passerella e di posare per servizi fotografici.

A questo punto le razioni sono prevedibili, una su tutte l’inevitabile contrasto tra obesità vs anoressia e l’ancor più prevedibile domanda: Perchè modelle obese si e modelle anoressiche no? Non sono entrambi esempi sbagliati?

Premettendo che l’unico esempio che si dovrebbe mandare, a mio parere, sia quello dell’accettazione del proprio corpo a prescindere dalla forma, ho comunque pensato di portarmi avanti e di rispondere a priori a queste questioni così mi trovo avvantaggiata.

Come al solito bisogno fare chiarezza perchè il problema fondamentale è la non comprensione del messaggio! A differenza della “DONNA/MODELLO OVER-PLUS SIZE”, “LA DONNA/MODELLO SUPER SKINNY” è stata osannata come canone assoluto di bellezza femminile spingendo così modelle e donne comuni a seguire a tutti i costi queste caratteristiche, facendolo molto spesso anche nei modi più estremi. La promozione del corpo super magro e super esile è stata fatta nella maniera più selvaggia attraverso ogni tipo di comunicazione, dalle riviste al cinema. Quindi mentre questa fisicità è stata fin troppo accettata e standardizzata il suo opposto è stato sempre condannato.

SI, perchè qui invece di interrogarsi circa i disturbi alimentari se ne fa una gara di bellezza. Però mentre di un estremo se ne fa un simbolo di bellezza assoluta (quello skinny) dell’altro se ne fa una mera condanna! E’ proprio questa condanna che ha fatto sorgere la maggior parte dei movimenti pro plus-curvy, per dire : “Toc toc , ci siamo anche noi che in quel corpo non ci sentiamo rappresentate, quindi scusate ma se non ci considerate voi CI FACCIAMO SENTIRE NOI”.

E’ così che nascono la MODELLE PLUS SIZE che NON hanno la pretesa di divenire il nuovo modello di bellezza, e non hanno neanche l’ipocrisia di affermare di essere esempi di salute, ma semplicemente urlano al mondo che esistono anche forme diverse che caratterizzano un corpo femminile, e questo non le rende meno donne o meno belle. Quindi credo sia un paragone impari, se lo si fa in base alla bellezza, ma la cosa più saggia e naturale sarebbe quella di smetterla di STRUMENTALIZZARE IL CORPO FEMMINILE per questioni del genere, piuttosto cari miei, PRIMA DI INSERIRCI IN STUPIDI PARAGONI CONCENTRIAMOCI SUL FATTO CHE L’OBESITA’ E L’ANORESSIA SONO DELLE PROBLEMATICHE SERIE CHE VANNO AFFRONTATE DA SPECIALISTI E NON DA PAGINE PATINATE DELLE RIVISTE!

Sopratutto, non mi stancherò mai di dirlo VOLERSI BENE ED ACCETTARSI E’ IL PRIMO PASSO PER PRENDERSI CURA DI SE STESSI A PRESCINDERE DAGLI STANDARD!

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QUANDO UNA MIMOSA NON BASTA : PERCHE’ BOICOTTO L’8 MARZO!

Da 124 femminicidi del 2012 si è passati a quasi 177 casi nel 2013 e gli ultimi dati statistici sull’anno in corso confermano il trend aggiornandolo a una media di una vittima ogni 3 giorni.

Ora ditemi cosa c’è da festeggiare? Se decenni di lotta per l’ emancipazione hanno portato esclusivamente festini a tema una volta l’anno, scusatemi ma io mi ritiro a vita solitaria.

Inutile sottolineare che l’8 Marzo piuttosto che essere giorno di pienone per pizzerie e pub dovrebbe essere un GIORNO COMMEMORATIVO PER LA LOTTA E LA RESISTENZA FEMMINILE.

Se Rosa Luxemburg propose di istituire questa data come giornata di lotta internazionale a favore delle donne, non fu certo per assicurarsi che almeno una volta l’anno il mondo si ricordasse delle donne, e che le donne a loro volta decidessero di essere emancipate e solidali d’avanti allo spogliarellista di turno.

Io propongo di lasciare le mimose sui rami e sparare denunce come colpi di cannoni.

Si care amiche approfittiamo di tutta questa attenzione che i media ci riservano in questa data dopo 364 giorni d’indifferenza, denunciando quella che è la vera realtà femminile, urliamo che sono 137  le donne uccise solo negli ultimi mesi, circa 1 ogni 3 giorni, o che i casi di molestie e ricatti sessuali sul lavoro raggiungono quota 1 milione, potremmo continuare ancora denunciando le vittime delle “infibulazione” che ammontano a più di 120 mila casi in tutto il mondo (Italia compresa).

Potremmo parlare ancora dell’uso che la pubblicità fa del corpo femminile o potremmo analizzare la subordinazione lavorativa di cui è vittima la donna, sempre più proiettata verso il ruolo di mamma e angelo del focolare domestico piuttosto che  come risorsa lavorativa valida e competente.

Nei film infatti notate che la donna manager è sempre una bisbetica senza sentimenti e la casalinga una piccola anima pia buona ed infallibile!

Da battute sulla guida femminile ad apprezzamenti sessisti mascherati da complimenti, alla figura della donna viene tolto piuttosto che restituito valore. Quotidianamente la donna viene offesa e denigrata sotto, ormai celati, atteggiamenti che sono diventati normalità!

Per farvi un esempio, ho sempre odiato la frase : “E’ UNA DONNA CON LE PALLE”,  He no, sono donna al massimo ho le ovaie, perchè per definirmi una grande donna dovete attribuirmi connotati maschili? E vogliamo parlare della reazione delle persone quando una donna espone la sua decisione di non avere figli? Ma sei pazza il tuo unico scopo nella vita è procreare e tu non adempi ai tuoi compiti? AL ROGOOO! ( E ve lo dice una che i figli li vuole).

E le quote rosa in politica? Cioè c’è ancora bisogno di dover fare questa distinzione, ci deve essere una clausola per avere donne in politica, come se fosse un avvenimento speciale?

Ma anche la storia insegna che la donna nn ha voce in capitolo…Quando si parla della Resistenza Italiana, ad esempio, non vengono quasi mai citate le 35000 donne partigiane, che operavano come combattenti o le 2900 giustiziate o uccise in combattimento.

La donna che decide di non avere un compagno di vita? Zitella, perchè è noto , e le favole Disney insegnano, che la riuscita di una donna e solo quella di essere necessariamente la metà di un principe azzurro! Se notate, sempre nelle storielle per bambini, che io definisco “strumenti formativi di distruzione della personalità”, il ruolo femminile è sempre aggraziato e diligente, la parte dell’avventuriero coraggioso spetta quasi sempre all’uomo, mentre quando una figura femminile è un eroina attiva e furba è spesso una figura cattiva.

Ah i giocattoli, dimenticavo, per le bambine cucine, macchine per cucire e bambolotti, i maschi supereroi e fighissime macchine, quasi per dire i piaceri della vita spettano al maschio, tu femmina a casa a sgobbare!

Ma i condizionamenti di genere poi continuano anche nell’eta adolescenziale dove le ragazzine sono sommerse da imput che dicono : devi essere superbella, fashion e devi far innamorare il più figo della scuola di te, e se sarai fortunata da grande sarai una velina sposata con un calciatore o un tronista se proprio ti va bene!

Potrei parlare anche dello stereotipo di bellezza a cui la donna è obbligata ad assomigliare, ma lo faccio sempre quindi questa volta passo.

Il discorso sulla situazione femminile in realtà non ha mai fine, potremmo stare qui ad elencare innumerevoli dati, ma onestamente ci sono persone che lo fanno in maniera più competente di me come ong, associazioni di genere, e movimenti femministi.

Ma sopratutto nonostante la donna subisca questo ed altro ricordate NON E’ UNA VITTIMA, UNA DONNA RESISTE E SE COMBATTE E VINCE!

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