QUANDO UNA MIMOSA NON BASTA : PERCHE’ BOICOTTO L’8 MARZO!

Da 124 femminicidi del 2012 si è passati a quasi 177 casi nel 2013 e gli ultimi dati statistici sull’anno in corso confermano il trend aggiornandolo a una media di una vittima ogni 3 giorni.

Ora ditemi cosa c’è da festeggiare? Se decenni di lotta per l’ emancipazione hanno portato esclusivamente festini a tema una volta l’anno, scusatemi ma io mi ritiro a vita solitaria.

Inutile sottolineare che l’8 Marzo piuttosto che essere giorno di pienone per pizzerie e pub dovrebbe essere un GIORNO COMMEMORATIVO PER LA LOTTA E LA RESISTENZA FEMMINILE.

Se Rosa Luxemburg propose di istituire questa data come giornata di lotta internazionale a favore delle donne, non fu certo per assicurarsi che almeno una volta l’anno il mondo si ricordasse delle donne, e che le donne a loro volta decidessero di essere emancipate e solidali d’avanti allo spogliarellista di turno.

Io propongo di lasciare le mimose sui rami e sparare denunce come colpi di cannoni.

Si care amiche approfittiamo di tutta questa attenzione che i media ci riservano in questa data dopo 364 giorni d’indifferenza, denunciando quella che è la vera realtà femminile, urliamo che sono 137  le donne uccise solo negli ultimi mesi, circa 1 ogni 3 giorni, o che i casi di molestie e ricatti sessuali sul lavoro raggiungono quota 1 milione, potremmo continuare ancora denunciando le vittime delle “infibulazione” che ammontano a più di 120 mila casi in tutto il mondo (Italia compresa).

Potremmo parlare ancora dell’uso che la pubblicità fa del corpo femminile o potremmo analizzare la subordinazione lavorativa di cui è vittima la donna, sempre più proiettata verso il ruolo di mamma e angelo del focolare domestico piuttosto che  come risorsa lavorativa valida e competente.

Nei film infatti notate che la donna manager è sempre una bisbetica senza sentimenti e la casalinga una piccola anima pia buona ed infallibile!

Da battute sulla guida femminile ad apprezzamenti sessisti mascherati da complimenti, alla figura della donna viene tolto piuttosto che restituito valore. Quotidianamente la donna viene offesa e denigrata sotto, ormai celati, atteggiamenti che sono diventati normalità!

Per farvi un esempio, ho sempre odiato la frase : “E’ UNA DONNA CON LE PALLE”,  He no, sono donna al massimo ho le ovaie, perchè per definirmi una grande donna dovete attribuirmi connotati maschili? E vogliamo parlare della reazione delle persone quando una donna espone la sua decisione di non avere figli? Ma sei pazza il tuo unico scopo nella vita è procreare e tu non adempi ai tuoi compiti? AL ROGOOO! ( E ve lo dice una che i figli li vuole).

E le quote rosa in politica? Cioè c’è ancora bisogno di dover fare questa distinzione, ci deve essere una clausola per avere donne in politica, come se fosse un avvenimento speciale?

Ma anche la storia insegna che la donna nn ha voce in capitolo…Quando si parla della Resistenza Italiana, ad esempio, non vengono quasi mai citate le 35000 donne partigiane, che operavano come combattenti o le 2900 giustiziate o uccise in combattimento.

La donna che decide di non avere un compagno di vita? Zitella, perchè è noto , e le favole Disney insegnano, che la riuscita di una donna e solo quella di essere necessariamente la metà di un principe azzurro! Se notate, sempre nelle storielle per bambini, che io definisco “strumenti formativi di distruzione della personalità”, il ruolo femminile è sempre aggraziato e diligente, la parte dell’avventuriero coraggioso spetta quasi sempre all’uomo, mentre quando una figura femminile è un eroina attiva e furba è spesso una figura cattiva.

Ah i giocattoli, dimenticavo, per le bambine cucine, macchine per cucire e bambolotti, i maschi supereroi e fighissime macchine, quasi per dire i piaceri della vita spettano al maschio, tu femmina a casa a sgobbare!

Ma i condizionamenti di genere poi continuano anche nell’eta adolescenziale dove le ragazzine sono sommerse da imput che dicono : devi essere superbella, fashion e devi far innamorare il più figo della scuola di te, e se sarai fortunata da grande sarai una velina sposata con un calciatore o un tronista se proprio ti va bene!

Potrei parlare anche dello stereotipo di bellezza a cui la donna è obbligata ad assomigliare, ma lo faccio sempre quindi questa volta passo.

Il discorso sulla situazione femminile in realtà non ha mai fine, potremmo stare qui ad elencare innumerevoli dati, ma onestamente ci sono persone che lo fanno in maniera più competente di me come ong, associazioni di genere, e movimenti femministi.

Ma sopratutto nonostante la donna subisca questo ed altro ricordate NON E’ UNA VITTIMA, UNA DONNA RESISTE E SE COMBATTE E VINCE!

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